(20 mar) Hiv ed epatite sono questi i settori di ricerca di cui si è parlato durante la Croi 2014, la conferenza internazionale sui retrovirus e le infezioni opportunistiche che si è tenuta a Boston con 10 mila delegati provenienti da tutto il mondo. Durante la tre giorni di convegno, una delle sessioni è stata dedicata interamente alla ricerca italiana. In questo ambito sono stati presentati i lavori di 17 ricercatori italiani: un momento riflessivo utile a lanciare il sesto congresso nazionale Icar, Italian Conference on Aids and Retroviruses, che si svolgerà a Roma dal 25 al 27 maggio. Tra le relazioni più significative del congresso mondiale, lo studio, tutto italiano, dei nuovi sistemi elettroencefalografici, ossia quei sistemi che permettono di studiare il problema del danno neurocognitivo in caso di Hiv. Analizzando i casi di persone che presentano disturbi di invecchiamento precoce, che potrebbero portare anche alla demenza, si è studiata una nuova tecnica che aiuta a individuare precocissimamente il danno a livello neurologico, per evitare che la situazione peggiori successivamente. “Durante il congresso romano di maggio – spiega Massimo Andreoni, presidente della Società italiana malattie infettive e tropicali – saranno presentate le principali ricerche italiane oggi in corso sull’Aids. Un congresso molto importante, soprattutto in questo periodo in cui la ricerca italiana è in grande difficoltà per la mancanza di fondi. Ciò nonostante prosegue, e con ottimi risultati, come dimostra la stessa esperienza a Boston. A Roma ci sarà un’ulteriore possibilità di dare loro tutto lo spazio necessario”. (Cle)