Roma, 20 ago – Una cristiana riconciliazione di ritorno dalle vacanze. Potremmo definirla così. A mettere d’accordo su tasse ed evasione fiscale il Professore e il Cardinale ci ha pensato San Paolo. Se dal meeting di Rimini, il cardinale Tarciso Bertone si è appellato, ieri, al Vangelo per ricordare che “le tasse dobbiamo pagarle” – bocciando in tal modo la proposta della Lega di uno sciopero fiscale – da San Casciano dei Bagni il presidente
del Consiglio Romano Prodi, di ritorno dalle vacanze estive e diretto a Bologna, ha risposto: “Sono d’accordo con tutto quanto detto dal cardinal Bertone”, ovvero che “noi siamo con San Paolo che invita i cristiani a pagare le tasse”. Si tratta di un riavvicinamento di fatto tra Palazzo Chigi e il segretario di Stato Vaticano, dopo le polemiche per l’intervista su Famiglia Cristiana, in cui il premier invitava tutti a fare il proprio dovere pagando
le tasse, Chiesa compresa. Anche Prodi aveva citato San Paolo per dire che “le tasse vanno pagate anche se i politici sono lazzaroni”. Archiviate dunque le tensioni con la Chiesa, Prodi ha detto anche di essere d’accordo con il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa che, in una lettera pubblicata oggi su Repubblica, invita a “proseguire sulla strada dell’austerità ma anche a riprendere gli investimenti”. Il presidente del Consiglio ha dichiarato: “E’ necessario aiutare la ripresa economica e da domani (oggi, ndr) incominceremo a ragionare sulla strategia”. Sulla crisi dei mutui americani e sulla situazione economica internazionale, il presidente del Consiglio ha ammonito: “Serva da lezione”. Dato che, ha spiegato: “Non si è trattato di una lezione italiana ma mondiale.
Questo mercato finanziario va monitorato”. A ringraziare Bertone, per le parole pronunciate al meeting di Comunione e Liberazione, è anche il vice ministro all’Economia,
Vincenzo Visco. “Credo che il Cardinale Bertone – ha detto Visco – debba essere ringraziato per la sensibilità civile dimostrata” e sottolinea: “Concordo pienamente con le sue dichiarazioni sulle tasse, sulle buone leggi, sulla necessità di aiutare coloro che hanno di meno, temi che furono peraltro anche al centro di un nostro breve colloquio qualche mese fa”. “Tutti dobbiamo fare il nostro dovere di pagare le tasse, secondo leggi giuste e destinando i proventi di esse a opere giuste e all’aiuto ai più poveri e ai più deboli” aveva detto il sottosegretario di Stato vaticano a Rimini. Per Visco è importante che il cardinale abbia parlato “con tanta forza e autorità”, ma è “decisivo che ciascuno, governo, parlamento, forze politiche e sociali, cittadini, faccia la sua parte perché da un lato prevalga il rispetto della legge e dall’altro – conclude Visco – vengano migliorate le norme che regolano la vita civile”. Intanto l’opposizione alza la voce. Isabella Bertolini, vicepresidente dei Deputati di Forza Italia è intenzionata ad alimentare la polemica: “Prodi è campione mondiale di tasse inique” e sottolinea: “Come al solito il professore non deve aver ben capito, o meglio, ha compreso solo quello che gli fa comodo e che soprattutto gli piace, ossia che le tasse devono essere pagate. Lo smemorato Prodi però si è dimenticato
della parte dell’intervento del Cardinale Bertone, che sottolinea che il fisco deve essere giusto ed equo”. Dello stesso avviso Gianfranco Rotondi segretario di Democrazia Cristiana per le Autonomie che invita a “non strumentalizzare le parole di Bertone”, ribadendo il “no” allo sciopero fiscale proposto dalla Lega e chiedendo al governo di farsi carico della “enorme pressione fiscale a cui sono sottoposte le famiglie e le imprese italiane”. Ad alzare i toni è anche il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli che sponsorizza la rivolta fiscale promossa dalla Lega e dichiara, ispirato: “Ma tante proteste e
tanto starnazzare mi fanno pensare che la nostra iniziativa rappresenti veramente l’unica possibile freccia dell’arco di Robin Hood contro lo sceriffo Prodi da Nottingham”.