Roma, 5 set – “L’Italia di domani si costruisce sulla qualità della scuola. Il livello di civiltà e lo sviluppo economico di un paese sono direttamente correlati al suo livello scolastico”. E’ il messaggio che il presidente del Consiglio Romano Prodi ha inviato agli insegnanti alla vigilia della riapertura delle scuole, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge con le novità per l’anno scolastico presentate dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. “In questo momento storico di complesso e a volte anche difficile rapporto con i giovani – ha sottolineato il premier – insegnare è uno degli impegni più difficoltosi e complicati che ci siano. Desidero che maestri e insegnanti sappiano che la loro fatica non solo è compresa ma è considerata un contributo essenziale per costruire un futuro civile per il Paese”. Non sarà un caso allora che il decreto punti a eliminare dal corpo docente le “mele marce”, come le ha definite Fioroni in un’intervista a Famiglia cristiana, sottolineando che “comunque sono poche”. Il ministro ha rinnovato oggi il suo appello a non sostituire i fondamentali della matematica e dell’italiano, della storia e della geografia, con le due I di inglese e internet. Il ministro, presentando le misure previste dal decreto, ha auspicato una scuola “più seria, non più severa”. Soddisfazione per il “positivo ritorno al tempo pieno” è stata espressa dalla capogruppo Prc nella commissione Scuola del Senato, Giovanna Capelli. L’opposizione, al contrario, attacca il ministro. Secondo Giuseppe Valditara, responsabile dell’ufficio Scuola di An, “il ministro Fioroni ripropone con un decreto legge le stesse norme urgenti in materia di istruzione, che ormai da diversi mesi giacevano dimenticate in un disegno di legge alla Camera”. Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia, parla di “pubblicità ingannevole”: “E’ semplicemente ridicolo – scrive in una nota – che Fioroni si stia costruendo un monumento da ‘salvatore’ della scuola e in particolare della grammatica e della matematica, aboliti o ridimensionati dal precedente governo a vantaggio dell’inglese e di internet. Nessun governo – meno che mai quello di Berlusconi – aveva deciso il superamento delle tabelline a vantaggio di Google o della grammatica italiana a beneficio dello speak-english”. “Gli studenti italiani perdono colpi in matematica e in italiano per ragioni che Fioroni si guarda bene dall’affrontare – prosegue Della Vedova – perché gli insegnanti italiani sono troppi, sotto qualificati e sotto pagati; perché insegnano per meno ore e meno professionalmente dei loro colleghi europei”, e “perché – prosegue – un obiettivo qualità è perseguibile solo razionalizzando e riducendo la spesa pubblica per istruzione e introducendo forme di concorrenza e di mercato, non continuando demagogicamente ad accrescere gli stanziamenti e a promettere nuove assunzioni”.