Roma, 13 set – Sono ancora aperti i termini per la presentazione dei progetti di formazione professionale per gli italiani residenti nei paesi extracomunitari predisposti dal ministero del Lavoro con la collaborazione del Cgie. Lo ricordano in una nota Andrea Amaro, vicesegretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, e Claudio Pozzetti, consigliere e componente della quinta commissione del Cgie. “Le innovazioni più significative del nuovo bando – spiegano – sono rappresentate dall’apertura al contributo dei Comites, non più spettatori passivi ma protagonisti nella definizione dei criteri, dalla richiesta di più alti livelli qualitativi richiesti per i progetti e per le organizzazioni proponenti” e “dalla significativa apertura alle organizzazioni attive da decenni nell’emigrazione italiana”. “Questo risultato – proseguono – si deve all’intelligente lavoro della quinta commissione del Consiglio generale degli italiani all’estero e del suo presidente Franco Santellocco, che hanno saputo tenacemente difendere gli interesse delle collettività italiane e incalzare tutti gli interlocutori ottenendo risultati insperati; inoltre il delegato del Cgie in seno al Comitato del ministero del Lavoro ha chiesto e ottenuto di prorogare più volte i termini di ricezione delle richieste da parte delle singole aree”. Secondo Amaro e Pozzetti risultano inoltre “del tutto infondate” le critiche relative a una presunta scelta di privilegiare alcune aree territoriali rispetto ad altre, anche perché non sono ancora noti i progetti presentati e tanto meno quelli che saranno approvati da una apposita commissione di esperti che sarà nominata dal ministero del Lavoro. Certamente in alcune situazioni – proseguono i due membri del Cgie – soprattutto nei paesi caratterizzati dall’assenza o dalla inefficacia di un sistema pubblico di formazione e da processi di riorganizzazione economica e sociale, l’intervento dell’Italia assume un carattere prioritario. Rivolgiamo – concludono Amaro e Pozzetti – un invito a tutti a rafforzare l’impegno di vigilare affinché i risultati raggiunti non vengano messi in discussione, ma anzi escano rafforzati dall’approvazione di progetti di qualità e da un significativo riconoscimento del contributo che può venire dall’associazionismo presente da anni con un importante lavoro fra le collettività all’estero”.