Fuji, 30 set – In Giappone si chiudono i giochi per il titolo mondiale di Formula Uno. Nella gara in cui la Ferrari avrebbe dovuto dare il massimo per cercare di recuperare il gap dal capolista Lewis Hamilton, le Rosse vengono beffate prima dal meteo (pioggia battente e safety car al via), poi da una strategia sbagliata, con un pitstop non programmato per montare le gomme da bagnato estremo come disposto dalla giuria della gara. Così il Gp del Giappone sulla quasi inedita pista di Fuji manda in archivio l’ennesimo successo di Hamilton e la sua virtuale vittoria della prima iride, nella stagione di debutto in Formula Uno. Vittoria, sì, perché il pur ottimo terzo posto di Kimi Raikkonen, costretto a una gara in rimonta, non basta alla Rossa per poter lottare ancora per il titolo. La matematica non condanna Raikkonen ma, a due gare dalla fine, il britannico ha dodici punti di vantaggio sul compagno di scuderia Fernando Alonso (oggi ritiratosi dopo un incidente), e ben 17 sul finlandese. Definitivamente out invece Felipe Massa, che ha chiuso sesto in Giappone. Sul podio, insieme ai due sfidanti per il titolo, è salito in seconda posizione l’ottimo Kovalainen della Renault; bene anche un ritrovato David Coulthard, quarto, e Giancarlo Fisichella, quinto. Hamilton ora sostiene di non voler fare calcoli o pensare al titolo ma di avere in mente solo la massima concentrazione per i due round conclusivi: “Non sono mai stato veramente sotto pressione ed in caso di bisogno, avrei potuto essere anche un po’ più veloce – ha detto il pilota delle frecce d’argento – Il successo è molto importante ma non voglio nemmeno per un attimo pensare al mondiale: mi concentrerò soltanto per il Gran Premio della Cina”. Poi l’ennesima frecciata ad Alonso: “Spero non resti con noi il prossimo anno, ho sentito che lo vuole la Ferrari”. In casa Ferrari invece è l’ora del realismo, a cominciare da quello, inappellabile, del brasiliano Massa. “Il risultato di questa gara determina la fine delle mie chance di lottare per il titolo ma, durante tutto l’arco del campionato, credo di essere stato sempre competitivo. Purtroppo, in certe occasioni è mancata l’affidabilità, che mi è costata punti preziosi” Quindi il commento sulla sua prova al Fuji: “Sapevo che, considerata la classifica, potevo prendermi dei rischi con una scelta di gomme alla partenza diversa dai nostri avversari ma non era quella giusta, al di là di quello che è poi accaduto con la decisione della giuria a noi ignota, il che è comunque grave”. Anche Raikkonen è cosciente della missione impossibile alla quale è chiamato per cercare di riavvicinare Hamilton: “E’ chiaro che la situazione nel campionato è molto più difficile: daremo comunque il massimo fino alla fine della stagione, come sempre”. E anche per il finlandese la chiave del Gran Premio del Giappone è stata nel pitstop forzato: “Mi sono dovuto fermare terzo giro: avevamo scelto di partire con le gomme da bagnato standard ma non sapremo mai se questa decisione avrebbe dato i suoi frutti. Una volta finito in fondo al gruppo abbiamo cercato di fare del nostro meglio per rimontare: tutto sommato, il terzo posto non è un risultato da buttar via. Ho fatto diversi sorpassi, sempre in condizioni molto difficili. Avevamo un assetto forse più competitivo per una pista asciutta ma la macchina era comunque molto veloce e non ho perso certo del tempo per questa scelta”. Infine è Jean Todt a dirsi sorpreso della decisione presa dalla giuria in merito alle gomme: “Avevamo scelto di partire con le gomme da bagnato standard ma, dopo pochi giri, siamo stati informati dell’esistenza di una decisione della giuria della corsa che imponeva l’uso degli pneumatici da bagnato estremo. La squadra non era stata informata e, soltanto dopo la corsa, abbiamo verificato che era stata inviata una email a Stefano Domenicali in un orario posteriore all’inizio della gara”. “Siamo rimasti stupefatti – prosegue Todt – e abbiamo dovuto giocoforza chiedere ai piloti di rientrare ai box per il cambio delle gomme. Da quel momento il nostro obiettivo era quello di cercare di recuperare il più possibile il terreno perso in un modo che ci lascia un po’ perplessi”.
(Mcl)