Roma, 7 nov -“I consolati – ha dichiarato Narducci -sono le antenne del nostro Paese” sul territorio straniero e nonostante l’impossibilità di mantenerli “in eterno” e le nuove tecnologie che permettono una diminuzione dei servizi che i cittadini sono costretti a richiedere nella sede dei consolati, “per un progetto di grandi dimensioni dobbiamo fermarci e riflettere perché le richieste di servizi da parte dei nostri cittadini all’estero sono ancora moltissime”. Dello stesso avviso anche da Sandra Ciuffi, deputata de l’Ulivo, Segretario del Comitato per gli Italiani all’Estero che ha parlato della necessità di una “procedura dell’ascolto” tra Governo e Cgie e di avere “un quadro generale dettagliato della riorganizzazione della rete diplomatico – consolare”, ma che ha anche voluto sottolienare il ruolo fondamentale di una emittente come ‘Rai international’, non solo, in generale, per la comunità italiana all’estero, ma anche per uno degli altri grandi temi affrontati oggi e ritenuto centrale: quello delle nuove generazioni di italiani migranti. “Si tratta di giovani – ha dichiarato il Segretario Generale Elio Carozza – con elevati titoli di studio, che lasciano l’Italia per ragioni legate soprattutto alle più larghe opportunità che si presentano fuori dai confini nazionali”, un argomento delicato e di difficile soluzione, come quello relativo alla riforma della legge 153 sulla promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, che secondo Narducci “deve rappresentare un modello di strategia dell’Italia in un settore così delicato”. Proprio alle politiche per i giovani italiani all’Estero e alla promozione della nostra lingua e della nostra cultura sarà dedicato il dibattito odierno dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
(Cra)