Perugia, 9 nov – Restano in carcere i tre presunti responsabili dell’omicidio di Merdedith Kercher: il gip di Perugia Claudia Matteini ha infatti convalidato i fermi del musicista congolese Patrick Lumumba Diya della studentessa statunitense Amanda Marie Knox e del suo fidanzato pugliese Raffaele Sollecito. E apparterrebbe proprio a quest’ultimo il coltello che ha ucciso la giovane inglese: Meredith, stando a quanto scritto nel provvedimento di convalida, sarebbe infatti stata minacciata e poi uccisa con la lama che Raffaele Sollecito “era solito sempre avere con sé”. Stando ancora alla ricostruzione operata sui riscontri presenti al momento non è comunque chiaro chi abbia sferrato alla giovane la coltellata mortale. I tre, quindi, per ora restano in carcere, nonostante le proteste di Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba che ieri nel corso dell’udienza di convalida avevano negato di essere stati nell’abitazione di Meredith la sera del delitto. Il giudice ha disposto per i tre fermati la custodia cautelare in carcere per il massimo di un anno. Nell’ordinanza il gip sottolinea i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei tre indagati ma anche un “reale ed effettivo pericolo di fuga” con il quale giustifica la convalida dei fermi. In particolare, continua l’ordinanza, la giovane statunitense Amanda Knox e il quarantaquattrenne originario dell’ex Zaire, Lumumba Diya “avrebbero avuto modo di allontanarsi senza problemi dal territorio dello Stato al fine di sottrarsi alle investigazioni”. Una possibilità che avrebbe riguardato anche il pugliese Raffaele Sollecito che, con l’aiuto della Knox, avrebbe avuto modo “di uscire dall’Italia rendendo più difficile l’accertamento dei fatti”. (SEGUE)