Ferrara, 13 nov – Le cronache antiche e gli osservatori contemporanei hanno trasmesso di Borso d’Este, signore di Ferrara dal 1450 al 1471, l’immagine di un uomo vanitoso, preoccupato più della propria apparenza che delle arti e della cultura. “Non si mostrò mai in pubblico senza essere adorno di gioielli”, scrive di lui papa Pio Il Piccolomini, e tale giudizio sembra confermato dai cerimoniali ossessivi, dal fasto della vita cortese, dalle spese esorbitanti di cui i documenti amministrativi serbano precisa memoria. Oggi sappiamo, al contrario, che i vent’anni del governo di Borso hanno avuto un ruolo centrale nel campo della cultura figurativa: il linguaggio ricercato ed eccentrico che ha reso celebre l’arte ferrarese del Quattrocento nasce proprio in questo periodo come espressione caratteristica ed esclusiva del signore e dalla sua corte. La mostra Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este, organizzata da Ferrara Arte, con la collaborazione della pinacoteca nazionale, dei musei civici d’arte antica e delle gallerie d’arte moderna e contemporanea di Ferrara, ripercorre la ricchezza di questa parabola figurativa riunendo oltre 150 opere di diversa tecnica, come dipinti, sculture, miniature, disegni, medaglie, oreficerie e tessuti provenienti dalle più prestigiose istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo. Da settembre fino al 6 gennaio 2008, a Palazzo dei Diamanti e a Palazzo Schifanoia, è offerta al pubblico l’irripetibile occasione di ammirare, eccezionalmente nel loro contesto originario, gli straordinari capolavori realizzati per una delle capitali del Rinascimento. Dopo la rassegna organizzata dal Museo Poldi Pezzoli nel 1991 ( Le Muse e il principe. Arte di corte nel Rinascimento padano) centrata sui rapporti tra la cultura umanistica e la pittura al tempo di Leonello d’Este, e quella a spettro più ampio e di carattere generale di Bruxelles e Ferrara nel 2003-2004 ( Gli Este a Ferrara. Una corte nel Rinascimento), questa esposizione intende rilanciare gli studi e l’interesse per la storia della cultura figurativa ferrarese, rimettendo in discussione i campi di competenza e le divisioni tradizionali tra i vari settori tecnici della produzione artistica. La scelta di questo tema e di questo taglio espositivo è stata suggerita anche dalla conclusione del decennale restauro degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, unica testimonianza superstite della irripetibile stagione borsiana, uno dei cicli decorativi più importanti del Rinascimento. La cura scientifica della mostra e del catalogo è affidata a Mauro Natale, professore di Storia dell’arte all’Università di Ginevra, affiancato da un comitato scientifico di prestigio internazionale.
(Cat)