Buenos Aires, 20 mag – Bruzzese spiega che “i ritardi dell’Inps sono la conseguenza della farraginosità e della sporadicità con le quali vengono effettuati gli accertamenti reddituali dei pensionati residenti all’estero e del complicato iter procedurale che queste rilevazioni comportano”. In Italia invece le “campagne reddituali si svolgono ogni anno. Gli importi da restituire variano da poche centinaia a migliaia di euro: l’impatto economico, umano e psicologico sui pensionati i quali ricevono le lettere di recupero da parte dell’’Inps è devastante, considerate le precarie condizioni economiche degli interessati (aventi diritto a prestazioni legate al basso reddito) e soprattutto la loro totale buona fede che esclude la presenza di dolo. In taluni casi alcune sedi provinciali dell’Inps intimano che la restituzione degli importi deve avvenire in un’unica soluzione tramite bonifico entro 60 giorni dalla data di ricezione della lettera raccomandata e che se non dovesse essere rispettata tale scadenza, sarà dato corso all’azione legale per il recupero coattivo delle somme indebite”.
(SEGUE)