Roma, 27 mag – Sono passati ben sette anni e due governi di centrodestra e di centrosinistra ma il diritto all’importo aggiuntivo di 154 euro per i pensionati residenti all’estero stabilito da una legge entrata in vigore dal 2001 è ancora negato. Gino Bucchino e Marco Fedi hanno nuovamente presentato una interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, sollecitando un intervento amministrativo che stabilisca una volta per tutte, in virtù del dettato della normativa vigente, che l’importo aggiuntivo introdotto dalla legge finanziaria per il 2001 n.338/2000 a favore dei pensionati “poveri” sia erogato anche ai titolari di pensione italiana residenti all’estero i quali hanno fatto richiesta di detassazione alla fonte della pensione italiana. L’importo aggiuntivo di 154 euro – ricordano i due deputati del Partito democratico – è corrisposto dall’Inps in sede di erogazione della tredicesima e spetta se si verificano due condizioni: l’importo annuo della pensione non deve superare l’importo annuo del trattamento minimo; nel caso in cui invece superi tale limite l’importo aggiuntivo viene corrisposto in misura parziale, fino a concorrenza del minimo più l’importo aggiuntivo stesso; il reddito personale non deve superare un importo pari ad una volta e mezza il trattamento minimo vigente nell’anno; inoltre, il reddito complessivo dei coniugi non deve superare un importo pari a tre volte il trattamento minimo vigente nell’anno.
(SEGUE)