Roma, 10 giu – “L’Italia proibisce ai giudici e ai pm le intercettazioni in caso di corruzione”. Questo il titolo scelto da Miguel Mora, corrispondente dall’ Italia per El Pais, per un articolo dedicato alla contestata questione. “Giudici, giornalisti e opposizione – si legge – avvertono che se si va avanti con il progetto sarà dato il colpo di grazia alla giustizia. Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, ha mostrato le proprie perplessità sulla questione e ha dichiarato che ‘se il governo restringe troppo i reati suscettibili di intercettazioni, si impoverirà lo stato di diritto e diminuiranno le possibilità di investigare'”. “Berlusconi – scrive ancora Mora – ha sempre dichiarato la propria antipatia per il Grande Fratello giuridico in un paese che ha vissuto inchieste eclatanti come Mani Pulite guidata da Antonio di Pietro all’ inizio degli anni ’90”. “Alcuni media critici – prosegue l’articolo del quotidiano spagnolo – hanno osservato che il disegno di legge favorirebbe in primo luogo lo stesso Berlusconi, indagato per corruzione nel cosiddetto caso Sacca’ , esploso alla fine del 2007 grazie all’ascolto delle intercettazioni di decine di dialoghi tra Berlusconi e il direttore di Rai Fiction”. “Alcuni giuristi – osserva Mora – hanno dichiarato che il provvedimento impedirà ai giudici, per il principio del ‘tempus regit actum’, di utilizzare le prove ottenute nelle intercettazioni effettuate prima dell’ entrata in vigore della legge. Una di queste sarebbe, precisamente, il caso di Sacca’”.
(Cat)