Roma, 23 mag – Il programma di governo, specialmente in una coalizione tra partiti, rappresenta spesso la sintesi dei programmi elettorali elaborati dai partiti in vista del voto. Ma quanto hanno pesato le singole componenti nell’elaborazione del contratto? Per rispondere a questo interrogativo, L’Istituto Cattaneo ha confrontato i programmi elettorali del M5s e della Lega con quello sottoscritto congiuntamente da Di Maio e Salvini. Il cambiamento più rilevante è quello riguardante lo spazio dedicato ai temi securitari nel programma della Lega: il settore di policy ‘legge e ordine’ rappresentava il 40% nel programma elettorale, mentre nel contratto di governo queste tematiche pesano per il 16,2% del totale. Il partito di Salvini ha dovuto, quindi, diversificare ulteriormente e maggiormente la sua piattaforma programmatica, per includere temi che erano stati soltanto abbozzati durante la campagna elettorale. Nel contratto è evidente inoltre l’espansione del settore del welfare e dell’istruzione. Nel programma delle Lega le proposte relative alla scuola, all’università, alla cultura e alle pensioni non superavano il 13,3%; e anche per il M5s queste tematiche non superavano il 20% del loro programma. Al contrario, nel contratto le politiche riconducibili al welfare e all’istruzione rappresentano il settore di intervento più incisivo, all’interno del quale sono confluite sia la riforma della Legge Fornero in ambito pensionistico (sponsorizzata dalla Lega e, con toni diversi, dal M5s) sia l’introduzione del cosiddetto reddito di cittadinanza promosso dal M5s. Da questo punto di vista, il terreno di mediazione programmatica tra le due forze politiche che hanno sottoscritto l’accordo di governo sembra essere stato quello della spesa pubblica, favorendo in particolare una espansione dello Stato sociale per accomodare le proposte di entrambe le componenti della coalizione. (SEGUE)