Roma, 31 mag – La ripartizione per settore economico evidenzia che oltre il 65% dei fornitori che effettuano pagamenti in split payment e oltre il 40% del complessivo ammontare si concentrano in tre settori: il “Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli” (con il 31,3% dei fornitori e un ammontare di operazioni di 11,9 miliardi di euro), le “Costruzioni” (con il 21% dei fornitori e un ammontare di operazioni di 10,6 miliardi) e l’“Attività manifatturiera” (con il 12,9 % dei fornitori e un ammontare di 11,7 miliardi di euro).
I rimborsi Iva annuali richiesti sono stati pari a 6,8 miliardi con un incremento dell’1% rispetto al 2015, mentre i rimborsi infrannuali utilizzati ammontano a 3,8 miliardi, (+18,3%). L’aumento delle situazioni creditizie è stato influenzato dal meccanismo dello split payment che, determinando per i fornitori il mancato incasso dell’Iva sulle cessioni, non consente le compensazioni con i crediti generati dall’Iva pagata sugli acquisti.
Si osserva infine che i settori di attività più interessati dall’applicazione del meccanismo del reverse charge[10] risultano quello energetico, per il quale si rilevano gli importi più elevati (operazioni per circa 102 miliardi di euro, anche se in calo rispetto all’anno precedente) e il subappalto edile per il quale si registra il numero più elevato di operatori coinvolti (oltre 260.000 soggetti). (red)