Roma, 18 lug – “Bisogna tagliare ed allora chiudiamo i consolati anche se l’accorpamento aumenterà la spesa immediata legata ai costi di riposizionamento delle strutture come nel caso di Berna – ha spiegato Narducci – Ma tagliare per abbattere costi senza chiedersi quale sviluppo prospettico precludiamo non credo sia proficuo. Come può lo Stato seguire passo passo quelle piccole e medie imprese accompagnandole alla conquista del mondo se le istituzioni competenti non hanno i finanziamenti necessari per offrire il supporto più elementare che le rappresentanze dell’Italia dovrebbero e devono dare? Appare allora evidente la discrasia tra le finalità di sviluppo della competitività enunciate nel titolo del decreto e gli effetti negativi della destrutturazione della nostra rete di presenze all’estero. Evidentemente non riusciremo a contribuire alla realizzazione del vantaggio competitivo necessario oggi al nostro Paese. E la grande comunità italiana residente ovunque nel mondo subisce un duro colpo da questo provvedimento, ma non si rassegna all’incapacità di un Governo di vederli parte importante e attiva del nostro sistema Paese. Con molta probabilità le previsioni fosche sull’andamento stagionale del turismo in Italia che i media ci propinano con feroce regolarità, saranno ancora una volta attenuate dalla fedeltà di tantissimi connazionali che di in anno in anno alimentano il flusso del turismo di ritorno”.
(Sis)