Roma, 3 lug – L’installazione luminosa “HELP the Ocean”, opera dell’artista Maria Cristina Finucci, posta sui resti della Basilica Giulia nel Foro Romano, fino al 29 luglio, rivolge a milioni di turisti e cittadini romani un grido d’allarme sullo stato del nostro pianeta. L’opera – inaugurata in occasione della Giornata mondiale degli oceani – fa parte del ciclo, iniziato dall’artista nel 2013, con la fondazione di un nuovo Stato Federale, il Garbage Patch State, il secondo “Stato più vasto al mondo” con i suoi 16 milioni di kmq, che comprende le cinque principali “isole” di plastica presenti negli oceani. L‘opera formata da un insieme di gabbioni Maccaferri in rete metallica, rivestiti da un ricamo di sei milioni di tappini di plastica colorati, vuole simulare un ritrovamento archeologico che potrebbe essere un giorno emblematico della nostra era, ribattezzata quindi come l’“età della plastica”. L’impianto – con la promozione del Parco Archeologico del Colosseo e il supporto della Fondazione Bracco – richiama la sintassi costruttiva dell’architettura antica romana, ma il cui materiale da costruzione non è la pietra, bensì la plastica. Solo da una visione dall’alto però si potrà notare che questa peculiare costruzione forma le quattro lettere della parola HELP, la richiesta di aiuto di un’intera epoca storica, la nostra, finalmente conscia del proprio avviato processo di autodistruzione. (red)