Roma, 23 lug – Pessimista invece sui risultati del dopo-Annapolis Gianfranco Brusasco, Responsabile del Medio Oriente Dipartimento Esteri del Partito Democratico e vice presidente dell’Associazione Italo-Araba: “I risultati di Annapolis sono stati davvero poveri. Negli ultimi tempi è cresciuto il pessimismo, anche l’accordo di Gaza si regge su un filo molto sottile. Per cercare di risolvere la questione è importante che sia realizzato un cambiamento di ruoli fra Stati Uniti e Unione Europea la quale, a oggi, riveste ancora solo il ruolo di ufficiale pagatore. Questo perché Israele non considera l’UE un possibile mediatore equilibrato in quanto troppo filo-arabo. La Comunità Internazionale dovrebbe quindi cercare di riequilibrare i rapporti di potere e scongiurare un possibile attacco all’Iran o la ripresa della guerra in Libano. Il vero problema è che in Occidente abbiamo una visione del mondo orientale ancora monolitica”. Più cauto Alessandro Forlani, responsabile esteri Udc: “In questi ultimi tempi vedo la possibilità di individuare percorsi non infiniti per raggiungere un possibile accordo. E’ vero, dopo la Conferenza di Annapolis sono stati pochi i risultati evidenti, ma credo che Annapolis abbia comunque posto le basi per realizzare un nuovo metodo concertato. Si sono colti i segnali nell’amministrazione Bush per intraprendere un dialogo allargato, con nuovi attori come la Siria, per esempio, che non possono essere tenuti fuori da questo discorso. Importante sarà dunque il ruolo che riuscirà a ritagliarsi la Comunità Europea all’interno delle mediazioni”.
(Erg/Sis)