Il progetto è parte della survey VEGAS (VST Early-type GAlaxy Survey), che ha lo scopo di esaminare un ampio campione di galassie ellittiche in diversi ambienti, dai gruppi agli ammassi di galassie, per studiarne i processi di formazione. “VEGAS è una survey di immagini profonde di galassie dei primi tipi morfologici, vale a dire le ellittiche e le lenticolari, acquisite in diversi filtri disponibili per OmegaCAM. VEGAS si utilizza tempo di osservazione dedicato ad INAF per un totale di circa 60 notti in cinque anni” spiega Enrichetta Iodice, dell’INAF di Napoli, responsabile scientifico di VEGAS. “La maggior parte delle galassie nell’Universo si trova attualmente nei gruppi, il cui studio è quindi cruciale per la comprensione dell’evoluzione delle galassie. Nei gruppi le interazioni tra le galassie sono molto lente e questo fa sì che una grande quantità di gas e stelle venga strappato dalle galassie in gioco, formando delle strutture spettacolari che rendono peculiari alcune galassie, come nel caso dell’esteso filamento di luce che collega NGC5018 e NGC5022”, dice Spavone, prima autrice dello studio, che sarà pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal. “Le molteplici peculiarità di questa galassia sono indice di una storia di formazione fatta di fusioni e cannibalismo di galassie più piccole. Le forze gravitazionali in gioco durante tali processi hanno lasciato traccia nella struttura di questa galassia, sotto forma di grandi archi di stelle, di code mareali, di ‘ventagli’ di materiale diffuso e di complesse ragnatele di polvere, che perturbano la luce nel centro e dominano nelle regioni più esterne”. (PO / red)