Roma, 26 set -Sefcovic, responsabile per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “Data l’urgenza con cui occorre intervenire sul fronte del clima, abbiamo accelerato il passo mettendo in campo iniziative concrete imperniate su partenariati pubblico-privato. Non possiamo permetterci il lusso di aspettare decenni per offrire un futuro salubre e moderno a chi vive in regioni in transizione ad alta intensità di carbone e di carbonio, per diffondere nuove tecnologie pulite e per rendere sostenibili la mobilità, gli immobili o la gestione dei rifiuti. Perché è quel che facciamo oggi, e non domani, a determinare se la nostra azione avrà la meglio sui cambiamenti climatici e se il nostro pianeta ritroverà il suo vigore”. Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria e i servizi finanziari, si è così espresso: “Per raggiungere gli obiettivi di Parigi, nei prossimi dieci anni l’Europa ha bisogno di investimenti extra dell’ordine di circa 180 miliardi di euro annui. Vogliamo che dal 2021 un quarto del bilancio dell’UE sia destinato all’azione per il clima. Ma il denaro pubblico non basterà. Ecco perché l’UE ha proposto norme vincolanti per incentivare l’afflusso di capitali privati in progetti verdi. Ci auguriamo che la leadership dell’Europa ispiri altri paesi ad affiancarci. Siamo a due passi dal baratro. È la nostra ultima occasione per unire le forze.”