Roma, 5 ott – Le stime sul Pil non sono ottimistiche ma “limitate, sono stufo di un’Italia che cresce dello ‘zero virgola’: noi investiamo sul lavoro per crescere dell”uno virgola’ o ‘due virgola’”: così il vicepremier Matteo Salvini, parlando della nota di aggiornamento al Def inviata al Parlamento nella tarda serata di ieri. Stime in base alle quali si prevede una crescita dell’1,5 per cento nel 2019, dell’1,6 per cento nel 2020 e dell’1,4 nel 2021. “I recenti livelli dei rendimenti sui titoli di Stato, su cui ci si è basati per formulare le previsioni programmatiche di crescita e di finanza pubblica, non riflettono i dati fondamentali del Paese (surplus di bilancio primario della PA, surplus di partite correnti, basso debito privato, solido sistema bancario) – scrive nella prefazione il ministro dell’Economia Giovanni Tria – Contiamo che una volta che il programma di politica economica del Governo sarà approvato dal Parlamento, si dissolva l’incertezza che ha gravato sul mercato dei titoli di Stato negli ultimi mesi. Con livelli dei rendimenti più allineati ai dati fondamentali, le proiezioni di crescita economica e di finanza pubblica miglioreranno significativamente”. Portare il rapporto deficit / Pil al 2,4% per il prossimo anno, per poi passare al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021 “era necessario per finanziare il superamento della legge Fornero, il reddito di cittadinanza e i rimborsi per i truffati dalle banche”, spiega il vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista a Fanpage, chiarendo: “Non è uno sfizio e non è una sfida all’Europa. Spiegheremo la manovra a Bruxelles e prevarrà il buonsenso. Finalmente invertiamo la tendenza, scenderà anche il deficit e abbasseremo il debito, così da dare anche una garanzia anche ai mercati”. (SEGUE)