Roma, 19 ott – Il World Pasta Day (25 ottobre) compie 20 anni. Quest’anno la “capitale mondiale” di una pasta che non conosce frontiere sarà Dubai, città-mondo dove l’88% dei residenti è di origine straniera. In questo scenario multiculturale la pasta è volano di un Italian food, che, nella classifica dei fornitori di prodotti alimentari degli EAU, guidata dall’India, è “solo” in 13ma posizione. Eppure, negli ultimi 10 anni l’export di pasta italiana negli Emirati Arabi Uniti è cresciuto del 41% a volume e vale 8,4 milioni di euro. A Dubai la sfida della pasta è riuscire ad avvicinare e soddisfare i palati dei diversi segmenti di una popolazione dove gli expats di Europa e Nordamerica, già abituati allo scolapasta, rappresentano meno del 10%, mentre la maggior parte dei residenti arriva da paesi asiatici, in primis India, Sri Lanka, Pakistan e Bangladesh. E qui arriva la prima, gradita sorpresa: anche se la cucina indiana resta la prima scelta, nei ristoranti di Dubai la cucina italiana vince in termini di popolarità assoluta. Secondo uno studio di KPMG, batte, con il 48% delle preferenze, la libanese, l’indiana e quella locale. Un dato confermato anche dagli operatori della ristorazione, che sottolineano l’appeal crescente della cucina mediterranea (italiana e libanese). (BIG ITALY / Red)