Roma, 26 ott – In particolare, attraverso la società LazioAmbiente, la Regione punta a promuovere la realizzazione di un presidio industriale, dove verranno eseguiti processi di lavorazione per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai TMB, evitando così lo smaltimento in discarica o negli inceneritori. Il nuovo impianto potrà consentire anche l’eventuale declassamento dei TMB a semplici stazioni di tritovagliatura primaria e raffinazione delle matrici secche. Questo degradamento funzionale consentirà la cancellazione del processo di stabilizzazione della FOS nei TMB, con la conseguente eliminazione dei disagi olfattivi, il recupero delle aree interne e la valorizzazione ecologica ed economica. Nel presidio industriale si potrà ricavare dalla FOS il metano da trasformare in biofuel, gassoso o liquido, per autotrazione; il carbone da destinare ad impieghi civili e industriali; la biomassa da trasformare in biofuel liquido; quella da trasformare in substrati sostitutivi di torbe e quella mineralizzata per conglomerati inerti, mentre dagli scarti dei TMB si potrà ottenere plasmix da inviare a stampaggio; inerti da raffinare per reimpieghi civili e matrici da inviare a recupero nei circuiti dedicati (cellulose, alluminio, banda stagnata, ecc.).