Roma, 2 nov – Il fenomeno dei Monumenti ai Caduti e dei Parchi della Rimembranza inizia già nelle ultime fasi della Grande Guerra, sull’onda dell’elaborazione collettiva di un lutto di proporzioni immani, e va avanti fino agli inizi degli anni ’40 del Novecento. Per i monumenti, si tratta di beni culturali che possiedono peculiarità uniche: sono diffusi in modo capillare su tutto il territorio nazionale, anche nella più sperduta frazione degli oltre 8.000 Comuni d’Italia; sono manufatti originali, peculiari, mai seriali neanche nei dettagli, commissionati ad artisti tra i più insigni del tempo; i materiali utilizzati sono sempre di grande pregio, marmo di Carrara, bronzo, materiali lapidei locali di qualità; ogni manufatto è ampiamente adorno di elementi simbolici.
Pur plaudendo al meritorio progetto di censimento dei Monumenti ai Caduti della Prima Guerra Mondiale promosso dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, che ha catalogato 6.000 degli oltre 12.000 monumenti stimati, rimangono da classificare ancora tutti i monumenti minori, le tantissime epigrafi e i manufatti nelle molte frazioni. Si comprende allora che la consistenza di questo patrimonio è molto più vasto di quello stimato dal MiBAC e che non sempre – sottolinea Italia Nostra – le Soprintendenze hanno predisposto le azioni necessarie per la loro catalogazione. (SEGUE)