Roma 23 ott – In questo quadro restano incoraggianti le esportazioni verso i Paesi Opec cresciute ancora di oltre il 20%, che quelle verso i Balcani aumentate di oltre il 30% e quelle verso i Paesi del Mercosur addirittura del 45%. E’ eccezionale che, rispetto ad agosto, si siano riprese le esportazioni verso la Russia, in aumento a settembre del 9%, con il boom delle calzature cresciute del 29%, il tessile-abbigliamento del 13% e quelle di alimentari e vini del 60%. E’ significativo notare come persino verso gli Stati Uniti e il Giappone a settembre vi sia stata una piccola ripresa dell’export, mentre solo la Cina registra un pesante arretramento delle nostre vendite (-7,3%). “Solo la bilancia dei minerali energetici non dà segni di tregua” conclude Urso “è il vero tallone d’Achille del Made in Italy, avendo raggiunto nel periodo gennaio-settembre 2008 un passivo verso i Paesi extra UE di 47,7 miliardi di euro, con una crescita di ben 12,6 miliardi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per questo il piano per il ritorno al nucleare pulito predisposto dal governo è sempre più urgente e necessario”.
(Caf)