Roma, 3 dic – Il cambio di passo dall’introduzione della legge è evidente, considerando che dal 2014 la percentuale di donne tra i candidati è stabilmente sopra quota 34%. Le dinamiche territoriali da questo punto di vista però segnano molte differenze nelle diverse aree del paese. Mentre alcune regioni avevano percentuali di donne candidate alle elezioni comunali che superavano il 30% già nel 2009 (vedi Toscana ed Emilia-Romagna), altre hanno a malapena raggiunto questa percentuale nel 2016, come Abruzzo, Calabria e Molise. È proprio nei comuni di Toscana ed Emilia-Romagna che si è registrato il dato più importante, quando nel 2016 oltre il 40% dei candidati erano donne. Fino al 2012 le donne rappresentavano circa il 20% dei consiglieri comunali eletti nel nostro paese. Con l’approvazione della legge il balzo in avanti è stato notevole, anche se comunque la via per la piena parità di genere appare molto distante. Nel 2016, ultimo anno preso in considerazione, le donne elette erano il 30,40%, con un balzo del 40% rispetto al 2009. Questi dati prendono in considerazione tutti i comuni italiani, anche quelli con meno di 5.000 abitanti e quindi non coinvolti direttamente dalla normativa.