Roma, 6 dic – A livello territoriale, il costo del lavoro è più elevato al Nord: la quota di retribuzione netta a disposizione del lavoratore raggiunge il valore minimo del 53,1% nel Nord-ovest. Per quanto riguarda le percettrici di reddito da lavoro dipendente, il costo del lavoro rappresenta circa il 73% di quello dei dipendenti uomini e la retribuzione netta è pari a quasi il 77% di quella maschile. Il cuneo delle percettrici di reddito da lavoro dipendente rappresenta il 44,0% del costo del lavoro, a fronte del 46,8% dei percettori uomini. Come atteso, il cuneo fiscale e contributivo è più elevato all’aumentare dell’età e del titolo di studio che consente di accedere a lavori più remunerativi. Infatti il cuneo raggiunge il valore massimo del 54,0% del costo del lavoro per i dirigenti mentre è al 44,5% per gli operai. Inoltre, è nettamente più elevato per chi presenta un contratto di lavoro a tempo indeterminato (46,6% contro i 41,7% di chi ha un contratto temporaneo) e un orario di lavoro a tempo pieno (46,3% rispetto a 38,8% di chi lavora meno di 30 ore settimanali); si attesta al 46,0% per i cittadini italiani contro il 41,9% di chi non ha la cittadinanza italiana. A livello territoriale, il cuneo è più elevato nel Nord-ovest (46,8%) e al Centro (46,2%), e più basso (43,6%) al Sud e nelle Isole, dove i redditi sono mediamente inferiori. (red)