Roma, 4 nov – “Il convegno di venerdì 7 novembre rappresenta un’importante occasione per promuovere la cultura dei diritti dei cittadini migranti. Vedere impegnate su questo tema due organizzazioni tra le protagoniste delle battaglie nella storia dell’emigrazione italiana, è il segno di una memoria che dal passato si trasmette al presente e si proietta nel futuro” . Inizia così la lettera aperta invia dall’onorevole Gianni Farina al Presidente della Fcli, senatore Claudio Micheloni e al Coordinatore della Fiei, Rodolfo Ricci. “La minaccia ai diritti conquistati nei decenni scorsi dagli italiani all’estero e l’estensione dell’uguaglianza sostanziale alle comunità etniche residenti in Italia e negli altri Paesi internazionali, è – si legge – il campo nel quale tutti dobbiamo intensificare il nostro lavoro. La Federazione delle Colonie Libere Italiane e la Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione sono chiamate ad intensificare il loro impegno a favore della convivenza civile e dello sviluppo dei processi democratici”. “Avrei voluto essere con voi, insieme agli altri autorevoli rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile, ma la missione a Strasburgo con la Delegazione parlamentare italiana, non mi permette di partecipare al convegno. Condivido non solo lo spirito dell’iniziativa tesa a sensibilizzare la politica italiana e l’opinione pubblica italiana, ma anche il titolo del convegno, che indica un assunto programmatico per un Paese democratico qual’ è l’Italia: “Integrazione Diritti Doveri. La partecipazione democratica dei migranti strumento di integrazione”. I migranti sono contemporaneamente cittadini tenuti a rispettare le leggi locali del Paese di residenza (doveri) e cittadini portatori di nuove istanze di partecipazione democratica. La contemporaneità dell’osservanza dei doveri e dell’ottenimento dei diritti sostanziano di fatto il processo d’integrazione dei migranti. Ciò – conclude l’onorevole Farina – non significa pensare a società vagamente multiculturali e multietniche, ma a comunità di donne e di uomini liberi ed uguali, contraddistinti da identità proprie”. (Com)