Roma, 14 dic – Le Commissioni Affari costituzionali e Politiche Ue hanno avviato l’esame della decisione che modifica alcune norme sull’elezione del Parlamento europeo, inserendo la possibilità per gli Stati di una soglia di sbarramento e l’indicazione sulla scheda del partito europeo cui è affiliata la lista nazionale; e approvato i rispettivi pareri alle parti di competenza della legge di bilancio. Favorevole quello della Politiche Ue, con osservazioni quello della Affari costituzionali, dove è stato bocciato un ordine del giorno del Pd che chiedeva maggiori fondi per le fusioni di Comuni. Il sottosegretario all’Interno Candiani ha infatti spiegato che l’attuale Esecutivo vuole cambiare rotta e, piuttosto che favorire le aggregazioni, fornire sostegno ai piccoli Comuni, soprattutto in termini di semplificazioni degli oneri amministrativi e contabili. La Affari costituzionali ha anche adottato il testo unificato dei tre ddl di riduzione del numero dei parlamentari, depositato dal relatore Calderoli (Lega). La proposta prevede 400 deputati (8 eletti all’estero, oggi sono 12) e 200 senatori (4 eletti all’estero, oggi sono 6). Si coglie anche l’occasione per risolvere una volta per tutte la questione del numero massimo di senatori a vita di nomina presidenziale (potranno essere 5 in tutto, e non nominati da ogni Presidente). Termine per la presentazione degli emendamenti in scadenza venerdì 14. In Commissione Politiche Ue approvati invece i pareri agli emendamenti presentati al ddl per l’abolizione della chiamata diretta dei docenti (nulla osta) e al regolamento comunitario sulla copertura minima delle perdite sui crediti deteriorati (favorevole con osservazioni). Contrario invece il parere alle modifiche proposte dalla Commissione europea all’altro regolamento europeo sull’Agenzia Ue per l’asilo. Secondo la Commissione, infatti, la possibilità per l’Agenzia di agire, anche in assenza di richieste da parte degli Stati membri interessati e perfino contro la loro volontà, non rispetterebbe i principi di sussidiarietà e proporzionalità, ribaltando di fatto lo spirito dei Trattati europei che prevedono invece il soccorso da parte dell’Unione allo Stato in difficoltà nella gestione dei flussi migratori. (Pon)