Roma, 7 nov – Diritto al voto, maggiore rappresentanza politica, preoccupazione per la crescente ondata di razzismo nel Bel Paese, legalità, sono solo alcuni dei temi trattati durante il convegno, alla presenza anche del sottosegretario del ministero degli Affari Esteri con delega agli Italiani nel mondo, Alfredo Mantica. “Prendendo spunto dalle recentissime elezioni americane – ha esordito il sottosegretario – possiamo sicuramente affermare che gli Stati Uniti sono un Paese multietnico, la cui società, e di conseguenza mentalità, si sono plasmate nell’arco di 200 anni di integrazione. Chiedere all’Italia la stessa sensibilità dopo appena 15 anni di storia dell’immigrazione forse è un po’ troppo”. “Ad oggi non esiste un modello europeo da prendere come punto di riferimento – ha aggiunto Mantica – Se è vero, infatti, che ci sono molti clandestini che arrivano qui per cercare una nuova vita, è altresì vero che tutto il fenomeno della clandestinità è in mano alla criminalità organizzata. Quest’ultima ha fatto della clandestinità una fonte di reddito pari a quella della droga e del lavoro in nero”. “Il sistema americano si basa su tre principi cardine: la scuola, la meritocrazia e il sogno comune – ha continuato il rappresentante della Farnesina – In Italia non esiste un sistema di merito e non c’è nessuna comunione di intenti. Persino la questione del diritto al voto viene strumentalizzata per rimarcare a quale classe politica gioverebbe”.
(SEGUE)