Roma, 8 feb – A distanza di 13 anni dall’entrata in parlamento della rappresentanza eletta nella circoscrizione Estero, riflette il segretario generale del Cgie, “è frustante e incomprensibile ascoltare ancora pregiudizi, da parte di chi considera 6,000,000 di cittadini residenti all’estero alla stregua di una riserva indiana, nella quale a loro dire imperversano i brogli e gli imbrogli, e quindi abusivi e indegni di sedere in parlamento”. “Come sono ingiustificabili – prosegue Schiavone – le dichiarazioni di alcuni dei 18 parlamentari eletti nella circoscrizione estero, in palese contrasto con il mandato di rappresentanza conferitogli per tenere vivo e saldo il legame tra le comunità italiane all’estero e il Bel Paese e esercitarlo per rinnovare gli aspetti culturali, economici e commerciali dell’Italia nel mondo”. “Nel dibattito al Senato è emerso che la presenza in parlamento di un numero adeguato di eletti nella circoscrizione estero è sopportata e tollerata, non sembra scontata, tanto ovvia che sembra scandalosa, sovversiva, scomoda perché toglie posti ai partiti nazionali, mentre é certamente innovativa persino al giorno d’oggi, in un’epoca in cui in Europa sono scomparse le frontiere e i muri e gli italiani all’estero esercitano un fascino e una tendenza di promozione del nostro paese”, conclude Schiavone. (Sip)