Roma, 13 nov – Lo strumento elettorale che disciplina il voto all’estero “nella forma praticata fino a oggi, richiede una manutenzione e una revisione tesa a renderlo del tutto libero, segreto e personale. Sarà cura del Cgie indicare anche eventuali modalità aggiuntive per rispettare la recente direttiva europea sul voto applicabile alle elezioni di maggio 2019, che contempla la partecipazione dei cittadini europei residenti nei paesi extra-Ue mediante il voto per corrispondenza e il voto elettronico”. Così Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, riunito in plenaria alla Farnesina. “Di fronte a qualsiasi necessario cambiamento normativo in materia di procedure elettorali, gli italiani all’estero non possono e non devono essere discriminati per un mero contenimento dei costi elettorali – prosegue Schiavone -. Si tratterebbe di una scelta anticostituzionale alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze”. (Sip)