Roma, 25 feb – In merito al codice rosso, Biaggioni afferma di essere favorevole alla disposizione per cui la notizia di reato di maltrattamento e stalking venga tempestivamente riferita al pm, perché “solo se la denuncia è arrivata in procura si può interloquire con il pm”. L’avvocato mostra invece perplessità per la parte della norma che prevede che il pubblico ministero debba sentire la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato: “E’ impraticabile dal punto di vista operativo per tantissime procure – spiega – e per noi sarebbe utile solo nei casi in cui c’è una richiesta di misura cautelare oppure nei casi di altissimo rischio, in tutti gli altri casi metterebbe una fretta che non sempre è positiva per la donna, che può non essere pronta oppure può non essere in una condizioni di sicurezza, quindi questo automatismo rischia di essere addirittura controproducente per la donna”. “La formazione sul codice rosso – afferma infine l’esperta – è demandata a tre ministeri senza menzionare il Dipartimento Pari opportunità che sta lavorando da tempo su questo aspetto, è come se la mano destra non sappia cosa fa la sinistra”. (PO / Roc)