Roma, 6 mar – Il Consiglio generale degli italiani all’estero ribadisce la propria contrarietà al taglio dei parlamentari eletti all’estero, che secondo la proposta di riforma costituzionale passata al Senato passerebbe da 18 a 12. Il taglio dei parlamentari eletti all’estero “ci preoccupa in quanto ci sarebbe un’atomizzazione della rappresentanza in un momento in cui la presenza degli italiani nel mondo è raddoppiata”, ha detto il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, alla fine dei lavori del Comitato di presidenza, riunito alla Farnesina fino a oggi. Secondo il Comitato di presidenza del Cgie, che stamattina ha incontrato il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, il taglio dei parlamentari italiani non dovrebbe coinvolgere quelli eletti all’estero. “Non ci contrapponiamo all’idea che la presenza parlamentare dovrà avere una limatura”, ha proseguito Schiavone, ma la rappresentanza degli italiani all’estero non andrebbe toccata. Secondo il segretario generale del Cgie “atomizzare la presenza significherebbe avere delle perdite enormi. La rappresentanza va garantita perché le istituzioni sono uguali e vanno promosse per tutte”. (Sip)