Roma, 12 mar – A Villa Lubin, a Roma, si celebra oggi il 60esimo anniversario del Cnel, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro istituito nel 1958, con la legge n.33 del 5 gennaio 1957, come luogo della rappresentanza delle forze produttive e delle parti sociali. Organo di rilievo costituzionale e di consulenza delle Camere e del Governo che può contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale, in questi 60 anni ha prodotto 371 osservazioni e proposte, 249 pareri, 375 rapporti, studi e ricerche, 22 disegni di legge e 1 provvedimento ogni 20 giorni. Ad aprire l’assemblea straordinaria per le celebrazioni, l’intervento della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, accolta dal Presidente Tiziano Treu. “Gli atti dell’assemblea costituente – ha detto la Presidente Alberti Casellati – documentano come la genesi del Cnel abbia rappresentato un importante momento di convergenza tra le forze politiche, capace di coniugare esigenze diversificate e in parte contrapposte. Da un lato la volontà di garantire una rappresentanza istituzionale degli interessi delle categorie produttive, cercando di lasciarsi alle spalle l’esperienza corporativistica. Dall’altro la necessità di frugare il timore che il costituendo Parlamento repubblicano perdesse la sua centralità e di assicurare, allo stesso tempo, la più ampia libertà di azione al Governo nell’ambito delle politiche economiche e del lavoro. Un compromesso, forse, che tuttavia ha potato all’elaborazione di una delle disposizioni più innovative del dettato costituzionale”. Ha quindi concluso il suo saluto: “Il Cnel non è soltanto una sede istituzionalizzata per favorire il confronto tra le parti sociali e i rappresentanti delle categorie produttive: è un patrimonio di conoscenze e di competenze come ci testimoniano i tanti documenti predisposti nel corso della sua attività, tra pareri, osservazioni, proposte, rapporti, relazioni, studi, ricerche e disegni di legge. E come tutti i patrimoni richiede di essere amministrato con oculatezza valutando con prudenza e attenzione come gestirne al meglio le potenzialità”. (SEGUE)