“Sono favorevole ai controlli digitali all’ingresso delle scuole, ma non per questioni di controllo sull’assenteismo, piuttosto per ragioni di sicurezza. Un ministero deve sapere chi c’è all’interno di un edificio di 1.200 persone”. Così a Repubblica il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti in merito all’approvazione da parte della commissione Affari istituzionali della Camera, ai controlli sui pubblici dipendenti attraverso le impronte digitali e il riconoscimento dell’iride. Un decreto che varrebbe anche per presidi e docenti mai il cui articolo 2, secondo lo stesso rappresentante dell’esecutivo, “alla fine non credo che passerà: sono tutti contro”. Dunque, “Si stanno studiando soluzioni perla scuola che tengano conto della specificità del lavoro e dell’orario del personale scolastico”. In merito alle polemiche scatenate dalla sua annunciata partecipazione al congresso di Verona, Bussetti spiega che “A Verona noi i parlerò in nome della scuola. Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma se uno mi invita a partecipare a un convegno io accetto. Discuterò di come può essere migliorato il rapporto tra la scuola e la famiglia. Questo non significa sposare certe idee o discriminarne altre, potrei anche convincere qualcuno. Come Marco Bussetti ho una mia idea di famiglia e la tengo per me. La migliore situazione è quella dove i ragazzi si trovano bene e questo può avvenire anche in famiglie allargate. L’amore è amore e le persone vanno rispettate tutte”. Quando il nuovo concorso ordinario per diventare docenti? “Per le scuole dell’infanzia e le elementari il bando sarà a maggio: sedicimila posti, seimila in più di quelli subito autorizzati. Entro luglio arriverà il bando per le medie e superiori. In autunno inizieranno le prove e porteranno decine di migliaia di docenti in cattedra a partire da settembre 2020”. “In tre anni più di cinquantamila”. (29 MAR / red)
