Roma, 2 dic – Ripartire dai giovani. È il messaggio lanciato dal segretario generale del Cgie Elio Carozza all’assemblea plenaria del Consiglio generale degli Italiani all’estero: ripartire da “quei giovani italiani all’estero che hanno dato prova forte e tangibile, oltre che di qualità, di quanto tengano a mantenere un rapporto con il Paese d’origine. Un rapporto fatto di diverse componenti, tra cui l’identità e la partecipazione”, concetti da declinare sotto forme nuove”. Quei giovani che “non guardano – come alcuni strumentalmente lasciano intendere – con sufficienza e disprezzo al tradizionale mondo associativo del passato e dei loro ascendenti né banalizzano il ruolo istituzionale di Comites, Cgie e consolati” ma che anzi “chiedono e si fanno portatori di esigenze di protezione, incentivazione, allargamento e rinnovamento del mondo delle associazioni, riconoscendone l’importanza (sia per il ruolo svolto in passato che per quello che possono e devono ancora svolgere in futuro) in un rapporto stretto e diretto con Stato, regioni, università, Comites, Cgie e consulte regionali. Chiedono principalmente a Comites e consolati, quei Comites e consolati che con troppa facilità si vuole smantellare, che siano punto di riferimento e contatto tra loro (tra i giovani) in un processo di comunicazione e coinvolgimento”. Giovani che oggi “rilanciano la necessità di agevolare il riconoscimento dei Comites presso le realtà locali dei paesi di residenza e di attribuire ai pareri che i Comites esprimono carattere vincolante. Segno – conlude Carozza – che hanno ben chiaro, nonostante la giovane età, il pluridecennale percorso (duro e difficile) che hanno fatto le generazioni precedenti sul piano del riconoscimento di diritti e dignità e per l’integrazione”.
(Sis)