– Roma, 13 lug – “Pace con Fini. Dimenticata la lite su mio nonno”. Lo afferma Alessandra Mussolini in una intervista al Corriere della Sera nella quale ricuce lo strappo, avvenuto nel novembre 2003, quando se ne andò da An (“reagii d’istinto. Con la pancia. E andai via sbattendo la porta” ricorda) perché Fini, in Israele, prese le distanze dalla Repubblica di Salò e dal fascismo, rivedendo, sostanzialmente, il giudizio su Benito Mussolini. “Diciamo che, politicamente, abbiamo ritrovato un’intesa assai profonda” afferma la nipote del Duce, grazie ad una lettera che il presidente di An le scrisse nel febbraio del 2006, quando morì il padre Romano: “Una lettera speciale. Sono stata dodici anni dentro An e so, per certo, che Gianfranco non ne scrive. Mai. Per me, però, fece un’eccezione. Tra l’altro, è una lettera di quelle che si usava scrivere un tempo. Scritta a mano, con la penna. E dentro…”, “toccò dei punti che… ecco, direi che quelle parole di Gianfranco hanno lavorato, negli ultimi mesi, nel mio cuore e nella mia mente”. A pesare sullo “scoppio” della pax, la Mussolini cita anche i militanti: “Ogni volta che ne incontro uno, dopo un po’ è lì che mi dice: forza, Alessandra, con Gianfranco dovete tornare a fare un fronte comune”. Chiarisce tuttavia che “io resto con il mio piccolo, potente partito di Azione sociale. Poi però ammetto di aver apprezzato molto alcuni ragionamenti fatti, recentemente, da Gianfranco”, “mi piacciono le sue posizioni sulla droga, sull’immigrazione, sulla sicurezza. Mi piace questa sua idea di una federazione del centrodestra. E la lealtà che dimostra a Silvio Berlusconi. In più, poi, mi piace, anche e soprattutto, la battaglia che sta facendo per il referendum sulla legge elettorale”. Giudicia quindi Fini un candidato ideale alla carica di sindaco di Roma e per se stessa non esclude una corsa per quella di sindaco di Napoli. (SEGUE)