Roma, 14 nov – Ma la questione ha tenuto veramente banco oggi a Palazzo Madama è stata la conta: i sì, i no, i forse in vista del voto finale. La Montalcini domani doveva partire, era diretta negli Usa per impegni professionali, ma ha già fatto sapere di aver rinunciato al viaggio: sarà al Senato per votare. L’Udeur, dopo l’incidente di ieri sera, è tornata alla base. Turigliatto, indignato per quello che è successo in aula, sbatte la porta e se ne va: “La mia battaglia sulla Finanziaria è finita – dice – ora abbandono i lavori per sottrarmi a ogni manovra”. Andreotti ieri aveva dichiarato il suo voto a favore. Anche il dissidente Rossi si era lasciato scappare un “sì”. La grande incognita, quindi, restano gli esponenti diniani, marcati e sorvegliati da senatori e giornalisti. Loro ancora non si pronunciano. Qualcuno ha visto uno scambio di biglietti tra Dini e il forzista Cantoni. Nei corridoi di Palazzo Madama vengono formulate le più disparate ipotesi. Alla fine il fatto viene chiarito: sul biglietto solo il numero dell’emendamento della minoranza sul tetto degli emolumenti che si stava discutendo in quel momento in aula. Giallo chiarito, quindi, ma i diniani continuano a non chiarire la loro posizione affermando che il loro giudizio lo renderanno noto solo in aula.
(Clb/Caf)