Roma, 27 nov – “Il presidente Napolitano fa bene a richiamarci agli obiettivi e alle ambizioni che l’Europa deve coltivare, per storia e per ruolo nello scenario internazionale. Un’Europa che sia organismo politico e non mero marchingegno amministrativo, che sappia ascoltare e governare i cittadini e non sia ostaggio degli Stati. La politica estera, quella economica e la sicurezza sono i tre banchi di prova su cui si misurerà la nostra capacità di rilanciare il progetto europeo”. Così l’europarlamentare Gianni Pittella, capo della delegazione italiana al Pse, commenta il discorso del Capo dello Stato all’Università Humboldt di Berlino. “Serve una politica per il commercio internazionale basata sulla libera concorrenza – aggiunge Pittella – ma anche sulla reciprocità, ed è necessaria una strategia socioeconomica non affidata esclusivamente alle scelte nazionali e alle rigidità della Bce. Inoltre bisogna incoraggiare l’innovazione tecnologica, una diplomazia europea che parli una voce unitaria nel mondo e un esercito europeo”. Secondo il capogruppo italiano al Pse “è giusto anche il richiamo di Napolitano alla bontà dell’intesa faticosamente raggiunta sotto la presidenza tedesca, ma dobbiamo evitare quella che il presidente della Repubblica definisce la ‘deriva intergovernativa’. L’Unione dovrebbe disporre di un vero bilancio, non quello miserevole che deriva dalla magnanimità degli Stati membri. Il nuovo Trattato non è sufficiente, ma ci offre uno strumento per aprire una nuova fase di cooperazioni rafforzate. L’Europa allargata degli Stati non funziona e quella dei cittadini non c’è ancora – chiude Pittella – E’ solo colmando questo vuoto che si potrà rilanciare davvero il progetto europeo”.
(Cam)