Roma, 12 feb – E’ stata
presentata oggi una prima bozza per la revisione del codice deontologico degli
infermieri. Lo ha fatto il presidente della federazione nazionale dei Collegi
Ipasvi (Federazione nazionale collegi infermieri), suscitando la ferma protesta
dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc). “Ciò che
colpisce – scrive l’Aduc – è l’introduzione dell’obiezione di coscienza sui
cosiddetti temi etici e il no all’eutanasia (“l’infermiere non partecipa a
interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene
dall’assistito”). Colpisce perché è un intervento a gamba tesa per affermare la
loro voglia di essere una corporazione e, di conseguenza, dettare legge lì
anche dove la legge (quella vera) non si esprime o dice il contrario. Se
parlano di obiezione di coscienza sui temi cosiddetti etici (che sono quelli
più conosciuti come diritti civili degli individui), se questa obiezione non è
prevista dalla legge loro non possono praticarla, altrimenti commetterebbero il
reato di omissione di soccorso. Per l’eutanasia, siccome questa è una pratica
che oggi è vietata per legge, che bisogno c’è – si chiede l’Aduc – di
specificare la loro indisponibilità a praticarla? O forse potrebbero dare la
disponibilità ad assecondare le richieste dei pazienti nonostante il “niet”
della legge? Non crediamo proprio. E’ evidente che, con la scusa del codice
deontologico, vogliono solo affermare la loro disponibilità ad agire in una
sorta di extraterritorialità legislativa, cercando protezione e consenso dai
vari alfieri delle brutalità sanitarie imposte. Questo – conclude Vincenzo
Donvito, presidente Aduc – è il nostro contributo alla loro bozza di revisione
del codice deontologico”.