Roma, 19 feb – Partendo da questo approccio innovativo per la costituzione di una filiera evoluta per la produzione di pasta fresca che utilizzi materie prime prodotte in Italia, in cui le diverse figure che ci operano siano sempre più integrate ed in cui la commercializzazione della granella avvenga secondo regole definite e condivise, si sono raggiunti i seguenti risultati: identificazione di varietà di frumento duro e tenero le cui caratteristiche qualitative permettono di soddisfare le esigenze dei produttori di pasta fresca; realizzazione di lotti di granella per i quali sia possibile definire l’origine italiana della materia prima: le aziende produttrici, il mix di varietà che li compongono, le caratteristiche qualitative del prodotto (peso ettolitrico, % proteine, qualità glutine, caratteristiche reologiche, ecc); diffusione della “cultura della qualità” attraverso il coinvolgimento nel progetto degli imprenditori agricoli, dei responsabili di strutture di stoccaggio, dei tecnici della molitura e dei produttori di pasta fresca. Sulle dinamiche del 2008, le attese degli operatori sono per un aumento dei costi di produzione nell’ordine del 19%, più attenuato rispetto al 2007, ma pur sempre rilevante e largamente al di sopra del tasso di inflazione, che quest’anno dovrebbe essere attorno 2,5%. C’è anche da rilevare che a fronte di uno scenario macro meno favorevole, confermato dal “sentiment” negativo delle aziende sia in relazione agli sviluppi del quadro economico nazionale sia all’andamento dei consumi di pasta non manca la propensione ad investire. Infatti il 30% circa delle aziende ha dichiarato di voler effettuare nel 2008 nuove acquisizioni in beni di investimento ed un altro 39% non ha escluso questa ipotesi.(Iil)