Roma, 31 lug – E’ vero che l’Europa è una torre di Babele, ma certamente così non è nello sport” spiega Razzi, parlando dell’ordine del giorno presentato e approvato dal governo sulla trasmissione in chiaro degli eventi sportivi italiani all’estero da parte di Rai Uno. “Chi vive all’estero sente molto di più l’importanza di poter vedere giocare la propria squadra del cuore, e magari vederla vincere: ti permette il giorno dopo di andare a lavorare col sorriso”. Così Razzi, partendo anche da una esperienza personale (l’impossibilità di assistere a una partita della nazionale di calcio durante una trasferta a San Pietroburgo, ndr) ha presentato l’odg sottoponendolo peraltro al voto del parlamento. “Mi ha fatto molto piacere che sia il ministro Ronchi che il ministro Frattini si siano dichiarati favorevolissimi, anche se devo dire che non mi aspettavo quei 66 voti contrari”. D’altra parte, proprio nel giorno in cui la Camera ha ratificato all’unanimità il trattato di Lisbona, Razzi si richiama ai principi di quel testo e spiega che “se siamo in Europa, allora ci deve essere anche integrazione televisiva. E diffondere l’Italia e l’italiano attraverso la tv significa diffondere anche la nostra cultura all’estero”.
(Sis)