Roma, 9 set – Anche le
imprese dicono le bugie: lo rivela un’indagine di Atradius Collections, che fa
capo all’omonimo Gruppo (uno degli assicuratori del credito
leader a livello mondiale) che ha
pubblicato uno studio sulle principali scuse utilizzate dalle aziende per non
pagare le fatture. Al di là delle stravaganti risposte (“Volevo pagare ma tutte le fatture erano nella mia valigetta
portadocumenti, che mi è stata rubata mentre camminavo per strada” una delle
più estrose) l’attuale situazione di contrazione del mercato del credito
impone, oggi più che mai, un attento monitoraggio dei
clienti che saldano in ritardo. Sempre più acquirenti cercano infatti di
prolungare i tempi di pagamento e, per alcuni di loro, ciò significa cercare giustificazioni
idonee. Nel corso degli anni, Atradius Collections, la società del Gruppo
specializzata nel recupero crediti internazionale, ha raccolto alcune
tra le principali scuse utilizzate dai debitori in fase di recupero dei crediti,
da: “Non abbiamo ricevuto la fattura” alla più
inusuale “Il credito non è valido perché la mia ex-moglie si è vendicata
fuggendo con la carta di credito della società”, passando per il classico “Chi
può firmare gli assegni è fuori sede”. Ma di giustificazioni che travalicano il
buon senso l’Atradius ne ha trovate davvero molte come: “Sono appena rientrato
dalle mie vacanze di lusso che mi sono costate più di quanto immaginassi, per
cui non ho più soldi per pagarvi”. Quindi, si sottolinea nell’indagine, non si
può mai prevedere cosa risponderanno coloro che devono saldare una fattura, soprattutto
quando si tratta di imprese attive sui mercati internazionali.
(Fam)