(4 gennaio 2016) Sotto i nostri occhi si sta demolendo la speranza e forse l’idea stessa di Europa, la più straordinaria creazione politica del dopoguerra. .Quanto accade in Ungheria è drammatico. Il teorico della ‘pericolosità’ degli ebrei, il professor Balint Homan, ministro del governo filo-fascista del Maresciallo Horthy fino al 1944, tra gli organizzatori della deportazione di 600 mila ebrei ungheresi nei campi di sterminio nazisti, dovrebbe essere ricordato con una statua eretta con fondi pubblici in un luogo di proprietà pubblica. Colui il quale istigava a ripulire il paese dalla presenza ebraica viene oggi onorato. Una commissione ha ribaltato infatti la condanna che gli era stata inflitta nel 1946 perché emessa da un ‘tribunale del popolo comunista’. Come scrive il professor Piero Ignazi sul sito in piu.net – siamo di fronte a un altro piccolo ma significativo colpo contro i valori dei padri fondatori dell’Unione Europea. Già i piccoli paesi baltici membri dell’Ue avevano provveduto a rivalutare i nazisti locali ‘liberatori’ dei sovietici.
In Polonia affiorano tentazioni analoghe. E l’Unione Europea rischia di perdere la sua anima.