(1 luglio 2016) L’Italia continua a sostenere la transizione del Myanmar impegnandosi nello sviluppo rurale, nella governance e nel sostegno al settore privato. Lo ha assicurato l’ambasciatore italiano a Yangoon Pier Giorgio Aliberti al termine di un incontro con il ministro della Pianificazione e delle finanze birmano, U Kyaw Win, svoltosi a Nay Pyi Taw. “L’Italia continua a sostenere con convinzione il processo di transizione democratica in atto in Myanmar e sta definendo modalità concrete di assistenza al meccanismo di coordinamento dei donatori”. Nel corso del colloquio, oltre a ribadire la disponibilità a facilitare il coordinamento degli interventi internazionali, l’Ambasciatore si è soffermato in particolare sul turismo sostenibile e alla protezione del patrimonio culturale: in programma c’è la definizione di un intervento di assistenza in materia di pianificazione urbana nel centro di Yangon, che prevede anche attività di restauro di un edificio di valore storico di proprietà del ministero delle Finanze.(red)
SCHEDA / LA TRANSIZIONE BIRMANA
Dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito nel 1948, la Birmania è stata governata dapprima democraticamente, poi, in seguito a un colpo di Stato nel 1962, da una dittatura militare. A partire dal 2010, il governo militare birmano ha attuato una serie di graduali riforme politiche, instaurando un governo civile, scarcerando gli oppositori politici tra cui Aung San Suu Kyi, leader della Lega Nazionale per la Democrazia, e convocando libere elezioni parlamentari, parziali nel 2012 e generali nel 2015.