C’erano una volta gli eroi positivi della televisione, capaci di sfidare violenza, ricatti e intimidazioni e che hanno pagato con il sangue gli ideali di verità e giustizia. Cavalieri bianchi per cui fare il tifo che hanno lasciato spazio, oggi, a una narrazione diversa: il male raccontato dal punto di vista del male. Una trasformazione profonda del modo di raccontare il crimine, che abbraccia, per forza di cose, un tema molto più ampio: il ruolo dei media nell’educazione alla legalità. “Raccontare il crimine, scegliere la legalità” è il titolo dell’incontro organizzato questa mattina dall’Università Niccolò Cusano e da Radio Cusano Campus, emittente dell’Ateneo. Presenti all’evento, due giganti del giornalismo d’inchiesta, Carlo Bonini, autore del best seller “Suburra”, e Sergio Nazzaro, autore del libro “Castel Volturno: reportage sulla mafia africana”. Special guest dell’evento l’attore Salvatore Esposito, protagonista della fortunata serie televisiva Gomorra in cui interpreta il camorrista Gennaro Savastano. Nel suo saluto d’apertura il Magnifico Rettore della Cusano, Fabio Fortuna, ha ricordato che “agli studenti bisogna sempre dire la verità su quello che succede e da lì si parte per costruire le cose in modo positivo”.
COME RACCONTARE IL MALE – Negli ultimi vent’anni, passando da La piovra a Gomorra, “l’oscillazione del pendolo è completa”, ha spiegato Bonini. E se è vero che “il crimine è un materiale complicato da maneggiare – continua l’autore di Suburra – sul piano etico non è complicato risolvere la questione: è sufficiente pensare che il male è un archetipo con cui abbiamo a che fare da quando c’è l’uomo. Il problema semmai è come raccontarlo”. “Il racconto della mafia non è stato per sempre quello de La piovra e non sarà per sempre quello di Gomorra o Suburra” continua Bonini sottolineando come “oggi lo ‘statuto’ dell’eroe positivo sia più complicato. Ci sono piccoli eroi nascosti, riluttanti, più o meno soli che cercano la loro strada di legalità, e raccontarli è più complicato perché nessun eroe positivo ci appare positivo fino in fondo”.
LE POLEMICHE SU GOMORRA – “La realtà deve essere raccontata e a volte la realtà che ci circonda è ben peggio di Gomorra” commenta il Genny Savastano della fiction, Salvatore Esposito, che non lascia spazio alle polemiche che girano intorno alla serie prodotta da Sky e realizzata da Stefano Sollima. “I politici si attaccano a polemiche sterili per spostare l’attenzione dai veri problemi – tuona Esposito – in Gomorra raccontiamo la mancanza di uno Stato che possa combattere il sistema criminale”. E sulla terza stagione della serie, attualmente in produzione, l’attore risponde a chi gli chiede se Salvatore Conte sia ancora vivo: “Avete mai visto un morto resuscitare?” scherza Esposito rivolgendosi alla platea. Per quanto riguarda invece una possibile alleanza con Ciro Di Marzio, Esposito risponde: “Vedremo, magari faranno un’alleanza e ce li ritroveremo in Parlamento”. Sulle polemiche che accompagnano la serie interviene anche Nazzaro: “Una discussione oziosa – la definisce il giornalista – Gomorra ci fa vedere quello che succede e quindi perchè scandalizzarsi della realtà?”. Una realtà criminale sotto gli occhi di tutti, ma che risulta ovattata nei racconti di cronaca, per lasciare i cittadini in un “bozzolo di non informazione” ha spiegato Nazzaro. (Sip – 12 lug)