Roma, 4 giu – “Nella tradizione cristiana e dell’umanesimo laico è un ‘imperativo categorico’ quello di accogliere chi fugge dalla guerra e da situazioni drammatiche. In meno di 100 anni sono partiti dall’Italia più di 25 milioni di persone e non perché in Italia c’erano la guerra o la persecuzione. Hanno collaborato – assieme a tanti altri immigrati – a rendere grandi tanti Paesi”. Così, in un’intervista a Repubblica, Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, all’indomani della morte di nove persone tra cui sei bambini affogati nel Mar Egeo e del ritrovamento in mare, di fronte alla Tunisia, di 47 cadaveri. Monsignor Paglia ha poi aggiunto: “Guai a distorcere la realtà e a favorire la percezione dell’insicurezza che si dice generata dagli immigrati fomentando la rabbia collettiva”. E sottolinea inoltre che “si dimentica un dato positivo: sono più di 5 milioni gli immigrati residenti in Italia, provenienti da circa 200 nazioni, a dimostrazione che abbiamo saputo accogliere. L’immigrazione va governata evitando chiusura e ingenuità ambedue controproducenti”. (Sab)