Roma, 4 lug – “Non siamo contrari a priori a esplorare la possibilità di avvalerci nel futuro del voto elettronico” per le elezioni politiche fuori i confini nazionali, ma “ a certe condizioni: che ci siano i fondi necessari a coprire i costi di programmi a prova di hacker, se vogliamo evitare quanto si vocifera che sia successo alle elezioni politiche in altri paesi. Bisognerà anche semplificare le condizioni per l’assegnazione e la ricezione delle password e monitorare l’uso dei computer”. Così Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, durante la plenaria del Cgie, in corso alla Farnesina. “Chi ha delle proposte le avanzi senza mandare messaggi negativi all’opinione pubblica – continua Schiavone -. Per quanto ci riguarda, lo stiamo facendo da tempo con indicazioni concrete e meditate, con la convinzione che la sostituzione del voto per corrispondenza con un diverso sistema, quale quello del voto diretto nei seggi, sarebbe inapplicabile nei paesi di grandi dimensioni territoriali e con una presenza capillare dei cittadini italiani”. (Sip)