Roma, 13 nov – “Deve essere inviato un messaggio chiaro: no a mezze misure nei confronti di corrotti e corruttori, si può dare disponibilità, a chi è sottoposto alle indagini, solo se decide di collaborare con l’autorità giudiziaria e permette di mascherare l’intera associazione. La persona sotto indagine però non deve più pensare che grazie ad un cavillo può sottrarsi alla giustizia”. Così il ministro della Giustizia Alfsono Bonafede a Roma, intervenuto all’evento “Sfide e nuove strategie Anticorruzione nell’area Osce per l’era digitale” alla Luiss. “L’idea che in Italia ‘si riesca a farla franca’ è un’idea molto diffusa che dobbiamo cancellare. La lotta alla corruzione non è una lotta solo di carattere giuridico e giudiziario, ma deve essere anche una lotta culturale. Deve arrivare un messaggio chiaro: la percezione del fatto corruttivo è pure molto importante, perché la percezione ha anche un valore economico fondamentale. Chi decide di investire in Italia, ad esempio, deve percepire di investire in un mercato pulito e non con la mafia. Il rilancio del nostro Paese, quindi, passa anche attraverso alla lotta alla corruzione. Una percezione che già c’è tra cittadini, che sono avanti rispetto alla politica. Su questo dobbiamo investire: su una diversa predisposizione alla forma di legalità. Abbiamo già il consenso dei cittadini, che vogliono uno Stato rigido con leggi definite, dobbiamo perciò archiviare questa idea italiana di mezze misure, perché i cittadini sono già pronti ad una sfida di questo tipo. Anche il Presidente Mattarella nel suo discorso di insediamento ha ricordato l’importanza della legalità e di un forte senso di lotta alla mafia, che ha effetti anche sulle regole del mercato ed investe anche la sicurezza dei cittadini”. (Pep)