Roma, 15 nov – Il Cgie “sollecita il legislatore ad avviare un serio percorso per l’introduzione del voto digitale – si legge ancora nella relazione della III Commissione -. Chiediamo quindi che venga istituita una commissione tecnica che determini quale sia il sistema informatico che offra le maggiori garanzie di sicurezza e, allo stesso tempo, faciliti l’operazione di voto, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle esperienze messe in campo da altri Stati”. Secondo il Cgie “è importante che il passaggio avvenga gradualmente – prosegue la relazione – e che sia accompagnato da un’estesa campagna di comunicazione che dovrà impegnare tutti i soggetti istituzionali, associativi e tutti i media nazionali ed esteri”. In una fase transitoria, prima che si arrivi al voto telematico, il Cgie propone delle misure atte a rendere più sicuro il voto all’estero. Sullo scrutinio, in particolare, la III Commissione propone “l’istituzione, presso le Corti d’appello di Roma, Firenze, Milano e Napoli, degli uffici centrali per lo spoglio, ciascuno competente per una delle Ripartizioni estere”, si legge nella relazione della III Commissione. Questo al fine di migliorare le operazioni di scrutinio, fino a oggi centralizzate a Castelnuovo di Porto, “che ha creato – riflette il Cgie – disfunzioni e criticità non indifferenti nelle passate tornate elettorali e referendarie”. C’è anche l’editoria a scaldare il clima nella sala Conferenze internazionali della Farnesina. Stamattina c’è stato il Congresso della Fusie (Federazione unitaria stampa italiana all’estero), oggi pomeriggio invece il convegno sull’informazione, durante il quale è intervenuto il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi. (SEGUE)