Trento, 4 dic – “Inoltre – ha proseguito Viale – è stata fatta una indagine sulla qualità della vita nel 2016 con 36.000 interviste per rilevare il livello di ‘work life balance’ in Europa: tra il 2007 e il 2016 è peggiorato notevolmente. Tra gli intervistati – donne in fascia 30-50 anni – è stato chiesto quali difficoltà registravano: il 66% erano donne che si sentivano troppo stanche dal lavoro per occuparsi anche dei lavori domestici, il 50% erano donne che soffrivano di trascorrere troppo tempo sul luogo di lavoro e non con i figli. Quali sono le leve sulle quali agire? Migliorare la conciliazione vita-lavoro chiedendo agli stati europei di attivare strumenti ed azioni in tal senso verso il ‘lavoro agile’: tra le 21 azioni concrete, la proposta del “Pilastro europeo dei diritti sociali” che prevede ad esempio di: implementare i congedi prenatali, i congedi di paternità, i congedi per i prestatori di assistenza/cura di altri familiari, misure flessibili di organizzazione del lavoro, protezione contro il licenziamento soprattutto per genitori e prestatori di assistenza, incoraggiare l’uso bilanciato dei congedi tra uomo e donna. Il Pilastro introduce in particolare il diritto a 10 giorni di congedo di paternità al momento della nascita del bambino; 4 mesi di congedo fruibili dalla coppia, innalzare l’età dei bambini nell’arco della quale si possono usare i congedi fino ai 12 anni, dare ai prestatori di assistenza con cariche di cura 5 giorni in più di congedo, congedi per i nonni”. Viale ha concluso portando una raccolta di alcune delle migliori buone pratiche nazionali: in Francia (supporto di genitori nel rientro al lavoro dalla maternità, congedi da 6 mesi ad un anno se fruiti da entrambi i genitori, 36 mesi per il secondo figlio per la coppia, diritto ai congedi di paternità per 11 giorni dalla nascita del bimbo per riequilibrare i carichi di cura all’interno della coppia), Finlandia (efficiente sistema di congedi collegato ad un sistema di servizi sociali e sanitari che permette alle donne di lavorare a tempo pieno; congedo di un anno), Paesi bassi (fiscalità diversa per impattare positivamente sull’occupazione delle donne), Spagna (sostegno economico, offerta di servizi ampia, 4 settimane di congedo di paternità). (PO / SEGUE)